La campagna di Legambiente "Puliamo il Mondo" 2009 a Narni festeggia la 13° edizione, anche quest'anno abbiamo coinvolto i ragazzi delle scuole perchè profondamente convinti che il lavoro di formazione e diffusione della cultura ambientalista debba cominiciare proprio dalla scuola.Quest'anno abbiamo avuto il piacere di lavorare con due classi della prima della scuola media di Narni Scalo. Una cinquantina di ragazzi e ragazze, accompagnate dalle loro insegnanti e armati di guanti, cappelli e sacchetti per la raccolta, hanno dato corpo a questo rumoroso e colorato esercito. Una "spedizione pulitiva", come l'ha scherzosamente definita la nostra presidente di circolo Valeria. Giunti sul luogo prescelto, i ragazzi si sono subito potuti render conto dell'enorme quantità di rifiuti di vario genere sparsi nel parcheggio, lungo i bordi delle strade e della passerella pedonale e perfino nel prato, recentemente recuperato dal Comune a parco pubblico, proprio sotto i resti dell'imponente Ponte d'Augusto, il più importante e simbolico monumento della nostra Narni. La macchia gialla si è così subito data da fare, spargendosi qua e là alla ricerca di scarpe, botigglie, lattine e quant'altro, e grazie all'aiuto del responsabile ASIT, la municipalizzata che gestisce la raccolta rifiuti in città, i ragazzi hanno potuto differenziare per quanto possibile, e non solo pulire, i rifiuti raccolti.
A fine mattinata con sorpresa ci siamo resi conto che i sacchi pieni erano molti di più di quello che si poteva immaginare, e dire che i ragazzi stessi ci chiedevano di proseguire perché più in là si vedevano nuovi cumuli di rifiuti. Per oggi però è abbastanza, è stato fatto un buon lavoro e soprattutto crediamo sia arrivato in qualche misura il messaggio della giornata, pulire il Mondo vuol dire capire che il "mondo" non finisce sull'uscio di casa ma prosegue nei "propri"parchi, nei "propri" fiumi, nelle "proprie piazze" e in tutti quei luoghi che ci piace attraversare senza doverci vergognare per lo sporco e per l'inquinamento. Che il messaggio sia arrivato ce lo conferma poi la battuta rubata a una delle bambine presenti che, parlando a una compagna, ha detto con uno schietto narnese: " vedi, toccà tenè pulito, perchè poi dopo a pulì è più fatica!".
Si ripete a Narni anche quest’anno l’appuntamento, ormai consueto, con Puliamo il Mondo, la storica iniziativa di Legambiente, ormai diventata il più grande evento di volontariato ambientale a livello internazionale
Le scuole saranno le vere protagoniste dell’edizione 2009 che si svolgerà sabato 3 ottobre a Narni Scalo, nell’area sottostante al Ponte di Augusto, luogo scelto non a caso per testimoniare ancora una volta l’attenzione dell’Amministrazione e del circolo di Legambiente per il patrimonio storico e naturalistico delle Gole del Nera. Gli alunni delle classi prime della scuola media Luigi Valli “armati” di guanti, palette e buona volontà si recheranno a piedi insieme ai volontari e agli insegnanti nei pressi del Ponte per raccogliere e poi differenziare i rifiuti presenti nella zona. L’iniziativa vuole essere un’occasione per sensibilizzare le giovani generazioni al rispetto e alla cura dell’ambiente attraverso un’esperienza concreta e divertente di cura e pulizia del territorio in cui vivono. Si cercherà così di avvicinare i ragazzi ai temi della sostenibilità e della tutela ambientale facendo conoscere loro gli strumenti della raccolta differenziata e del riciclo dei rifiuti. Un’esperienza concreta ma anche un momento simbolico, in cui si possa manifestare, tutti insieme, la necessità di poter vivere in luoghi più puliti e vivibili.
L’iniziativa, organizzata dal Circolo Legambiente di Narni, vede il patrocinio e il supporto dell’Assessorato all’ambiente del Comune di Narni e dell’Asit.
Il sindaco si dice favorevole ma poi descrive bene quanti nodi irrisolti rimangono sul piatto, e quali preoccupazioni il progetto di trasformazione della E45 genera sul traffico e sul territorio locale
Probabilmente non è la sede comunale quella più idonea a valutare l'impatto nel territorio di un'opera come quella della trasformazione in autostrada della E45. Non si è in grado di comprenderne appieno le connessioni e gli effetti su più larga scala e dunque la riflessione non può che essere parziale. Ciononostante, ci sembrano molto logiche e valide le osservazioni fatte dal sindaco Stefano Bigaroni sulle problematiche generate da questa opera e sui dubbi che si aprono di fronte al progetto presentato, le riassumiamo qui di seguito:
aver ignorato le previsioni di sviluppo del territorio contenute nel piano regolatore generale adottato anni fa;
la mancanza ormai "storica" di una viabilità alternativa per alcune frazioni (vedi San Liberato) che verrebbe addirittura appesantita con l'autostrada;
il preoccupante effetto che l'autostrada può portare al traffico locale e di zona, che spingerebbe a utilizzare vie interne piuttosto che l'autostrada;
aver risparmiato risorse pubbliche nel progetto riducendo gli interventi di lenimento di traffico e rumore;
altre soluzioni progettuali che di fatto penalizzano le localizzazioni di attività nel territorio narnese.
Ciò che però non riusciamo proprio a capire è come il sindaco possa dirsi favorevole al progetto di fronte a tanti gravissimi punti critici.
Al di là di questo comunque vorremmo fare una riflessione più generale sul problema traffico e sulle strategie con cui si affronta lo sviluppo del territorio su vari livelli.
Nel progetto presentato da ANAS e enti cofinanziatori (per capire meglio di chi si tratta leggere questo articolo dell'espresso) si parla dei consistenti effetti benefici sul traffico dell'autostrada perché, a detta dei progettisti, in futuro su quel tratto vi sarà meno traffico proprio e soprattutto per il fatto che occorre pagare una tariffa. L'affermazione si basa su una casistica consolidata etc. etc., quello che non si capisce però è come sia possibile che senza ridurre i "motivi" per cui le persone si spostano, ovvero la domanda di mobilità, e senza offrire di fatto nuove reali alternative all'autostrada (treni funzionali o strade alternative), ciò possa realmente avvenire; tenendo poi anche conto del fatto che il traffico autostradale in Italia negli ultimi anni sta aumentando dappertutto. Insomma siamo così sicuri che questi benefici ci siano?
Un beneficio che sicuramente potrebbe intervenire è una maggiore sicurezza stradale, ma questo difficilmente a parere nostro si accompagnerebbe alla riduzione di traffico, inquinamento e rumore, che anzi peggiorerebbero se non altro, come dice il sindaco di Narni, per lo spostamento dei traffici locali o di zona nelle vie interne, strette e abitate, che ne patirebbero le conseguenze.
Per non parlare poi della situazione intermedia, in cui l'opera sarà in realizzazione (si prevedono di 5 anni di cantiere sul tratto Orte-Terni), con i disagi e le difficoltà a cui dovremmo abituarci.
Insomma in definitiva vediamo più contro che pro, anche se nei pro non abbiamo mai citato le aziende che durante questi 5 anni di cantieri ne trarranno lavoro e dunque beneficio economico, ma non lo facciamo perchè a parer nostro questa può essere una positiva conseguenza non una ragione per fare queste mega opere!
Pensare a un nuovo e più sostenibile sviluppo del territorio vuol dire anzitutto ridurre la mobilità su gomma, e fare ciò è del tutto in contro tendenza con progetti che si propongono di aumentare l'offerta di mobilità su gomma, come quello di cui abbiamo parlato.
Viabilità: a Bigaroni piace l'idea di trasformare la E/45 in autostrada "purchè il progetto non danneggi l'economia narnese"
Il sindaco Bigaroni dice la sua ripetto al progettto riguardante la proposta di trasformare la E/45 in autostrada. Il sindaco di Narni è favorevole alla iniziativa ma boccia con forza alcuni punti del progetto che a suo modo di vedere sarebbero "dannosi" per il territorio narnese. " L’Anas ed il gruppo privato di cofinanziatori - afferma Bigaroni in una nota - hanno trasmesso a tutti gli Enti interessati l’aggiornamento del Progetto Preliminare per la trasformazione della E/45 in autostrada e per dare modo di formulare eventuali osservazioni rispetto alle soluzioni proposte. Il giudizio generale su tale trasformazione non può che essere positivo, trattandosi del miglioramento della sicurezza del tracciato e del dichiarato aumento della competitività regionale grazie ad una viabilità più efficiente e scorrevole. Non si possono tuttavia - sottolinea Bigaroni - tacere forti dubbi sulla effettiva coerenza fra questi propositi ed alcune delle soluzioni progettuali che ci sono state sottoposte, sviluppate come dichiarato nella relazione illustrativa, per contribuire allo sviluppo dei territori attraversati. Le maggiori criticità sembrano infatti derivare dall’aver ignorato le previsioni di sviluppo del territorio contenute nel Piano Regolatore Generale. Non si può, infatti, parlare di sicurezza, stando al progetto presentato, quando intere frazioni restano ancora collegate al resto del territorio comunale solo attraverso un tracciato autostradale e non viene contestualmente affrontata e riportata nel progetto stesso la soluzione per la viabilità alternativa (errore già commesso a suo tempo quando fu realizzato il Rato e che l’Anas stessa aveva inserito a proprie spese per colmare il deficit nel preliminare reso pubblico nel 2006). Non si può parlare di sicurezza se sono tolte, rispetto a quella soluzione progettuale del 2006, le soluzioni logiche che consentivano di minimizzare l’impatto della nuova infrastruttura sull’abitato risolvendo in maniera convincente il problema traffico ed il problema rumore. E, fatto ancor più grave - aggiunge il sindaco di Narni - , quando questo decadimento progettuale è dovuto, come asserito negli atti accompagnatori del progetto, ad esigenze di abbattere la quota di contributo di capitale pubblico. Non può essere accettata una proposta che, al solo fine di risparmiare denaro, non offra soluzione alternativa all’autostrada per il traffico locale ed intercomunale, che troverebbe una sua tortuosa continuità solo mediante l’attraversamento di una frazione abitata, utilizzando peraltro una viabilità vecchia ed angusta che in alcuni tratti non consente nemmeno il transito contemporaneo di due veicoli. Come si può immaginare che tale percorso possa essere invaso da traffici di medio lunga percorrenza che non intendono utilizzare l’autostrada? Questo provocherebbe un pericoloso aumento del rischio e dell’impatto ambientale nei centri abitati. Dubbi anche sull’utilità economica, a livello locale, dell’infrastruttura così come pensata. Lo svincolo sud, per chi proviene da Roma, alla volta della zona industriale di S. Liberato viene semplicemente adattato alle nuove geometrie della piattaforma stradale. Lo svincolo nord, per chi proviene da Perugia, viene invece sostituito con una nuova corsia di uscita. Peccato che non sia previsto l’ingresso in direzione Roma. Questa soluzione, inaccettabile, oltre che contribuire negativamente all’aumento di traffico sulla traversa interna della frazione, alla ricerca di un percorso di accesso in direzione Roma, non può che provocare danni all’economia locale, agli alberghi, ristoranti, attività produttive e commerciali presenti. La nuova corsia di uscita va inoltre a interferire con quella di accelerazione del distributore carburanti esistente, decretandone, quasi inevitabilmente, la chiusura. Anche la scelta di adeguare solo geometricamente lo svincolo di Nera Montoro contribuisce a negare lo sviluppo dell’area. Viene abbandonata la precedente proposta di svincolo su due livelli che consentirebbe di raccordare la viabilità locale a quella autostradale con maggior sicurezza e senza negare i tanto attesi sviluppi commerciali legati all’Agrivillage, che è una delle poche reali soluzioni compensative della grave crisi occupazionale derivata dalla chiusura delle grandi fabbriche chimiche di Nera Montoro. A chi gioverebbe tutto ciò? Non certo alla collettività locale che si aspetta miglioramenti rispetto alla situazione attuale e non soluzioni peggiorative rispetto ad uno stato di fatto già inaccettabile. Per tutti questi motivi - conclude Bigaroni -, l’Amministrazione, convinta dell’utilità complessiva dell’infrastruttura, chiederà con forza una profonda rivisitazione della attuale soluzione progettuale, esercitando tutte le pressioni possibili affinché questa penalizzante soluzione non venga attuata".
(Fonte Narninews)
Poi per la serie strada-porta strada, ecco come "risolvere" il problema... leggi qui
Su San Liberato:
Con il progetto di trasformazione della E45 e di tutto i tratto Orte-Mestre in autostrada nella frazione di San Liberato verrebbero finalmente messe le barriere acustiche contro il rumore. Questa la buona notizia contenuta nel progetto presentato dall'ANAS relativo a questa opera. Anzi dovremmo dire ripresentato perché tre anni fa era stato presentato il progetto, ma la qualità dello stesso era così carente, le osservazioni critiche così tante, che hanno ben pensato di ripensarlo radicalmente.
Nella immagine che vedete qui in basso potete forse intravedere in quali punti di San Liberato si prevede di inserire le barriere acustiche (tratti in blu e in rosso):
Una prima facile osservazione si può fare vedendo che non vi sono barriere in corrispondenza delle nuove edificazioni tuttora in cantiere, e cosa ancor più strana sono previste soltanto su un lato (quello nord) lasciando le case, poche ma pur sempre abitate, del lato sud senza barriere...
La Regione dell'Umbria valuta negativamente l'incidenza ambientale del progetto presentato dal Consorzio Fastigi di realizzazione di un laboratorio in galleria per i crash test ferroviari, proprio all'interno della greenway delle Gole del Nera all'interno della galleria di Recentino.
Se qualcuno lo avesse dimenticato sul tratto dell'ex ferrovia all'interno delle Gole del Nera pende ancora il progetto, a nostro parere assolutamente assurdo per il luogo, di realizzare un'opera industriale per i test ferroviari in galleria da parte del consorzio Fastigi di Roma (vedi post precedente). La Regione ha per il momento bloccato il progetto perchè incompatibile con la zona SIC (sito di interesse comunitario) in cui ricade la vecchia ferrovia e la galleria di Recentino.
Ne riportiamo un passaggio significativo, il testo integrale è scaricabile qui, e fa parte del bollettino ufficiale della regione Umbria del 9 luglio scorso.
"nonostante le informazioni trasmesse, relativamenteai test di laboratorio e allo smaltimento dei rifiutiprodotti, siano assolutamente carenti e non esaustivecirca la vera natura delle azioni previste, i dati fornitisono di per sé già sufficienti a ritenere tali attivitàincompatibili con le caratteristiche e le esigenze diconservazione del SIC."
Decisamente una buona notizia per chi, come noi di Legambiente, si è battuto contro questo tipo di utilizzo dell'area e a favore del recupero a percorso verde della vecchia ferrovia. Noi promettiamo di farlo ancora se, come pare probabile, torneranno alla carica, ma siamo certi che i tanti cittadini coinvolti, le associazioni e tutti coloro che condividono la nostra idea non saranno da meno...
L'emergenza ambientale locale che in questo momento maggiormente ci preoccupa e ci impegnerà per i prossimi giorni è il grave inquinamento da diossine ed IPA (idrocarburi poliaromatici) del territorio circostante l’incendio di Vascigliano di Stroncone.
Anche se solo mercoledì si sapranno i risultati definitivi delle analisi effettuate dall'ARPA,
tutte le informazioni in nostro possesso lasciano comunque ragionevolmente immaginare un grave inquinamento e danno ambientale.
L’incendio scoppiato nei giorni scorsi nella zona industriale di Vascigliano di Stroncone ha interessato un capannone di un rottamatore di auto, di plastica ed altri rifiuti potenzialmente molto pericolosi. L’incendio ha sprigionato una nube carica di inquinanti tra i quali benzene e polveri sottili in quantità ben oltre la soglia di allerta.
Una forma di inquinamento dell'aria grave che però sarà destinato a rientrare, nel giro di qualche giorno, nei limiti di legge.
Ciò che ci preoccupa, e per questo vorremmo che il Comune se ne occupasse con estrema attenzione, è l’inquinamento che interessa i terreni a causa del decadimento delle particelle inquinanti pesanti. In particolare ci preoccupa principalmente l'inquinamento da diossine.
E purtroppo quello da diossine, ove confermato, è un inquinamento destinato a durare nel tempo.
Quel che Legambiente sta facendo, in piena collaborazione con il circolo di Stroncone e Terni, è battersi perché venga rispettato il diritto dei cittadini ad essere informati, sia sulle cause e su eventuali responsabilità sia e soprattutto, senza minimizzare, senza nascondere nulla, sulle conseguenze ambientali del disastro, compresa la salute dei cittadini. Questo va fatto dalle amministrazioni e dalle agenzie di controllo con parole chiare e semplici, comprensibili da tutti. Per tali motivi attraverso il nostro eco sportello saranno disponibili le informazioni che abbiamo e otterremo nei prossimi giorni.
Circolo Legambiente di Narni
Sul sito dell'ECOSPORTELLO tutti i dati e gli aggiornamenti sulle rilevazioni dell'ARPA dopo l'incendio di Stroncone
L'area interessata dai monitoraggi dell'Arpa. Le lettere in giallo indicano i punti esatti di campionamento.
L'annuale Rapporto sulle Ecomafie redatto dall'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente
Prefazione di Pietro Grasso - Procuratore nazionale Antimafia
Due boss della mala reggina costruiscono una scuola barando sulla qualità del calcestruzzo. Durante una conversazione telefonica, uno dei due suggerisce di mettere meno cemento e più sabbia nell’impasto; l’altro gli risponde scocciato che in questo modo la pompa idraulica rischia di bruciarsi. Né l’uno né l’altro vengono sfiorati dalla preoccupazione che in questo modo la scuola rischia di crollare.
Ecomafia 2009 racconta storie come queste e rilegge un anno intero attraverso i numeri e i fatti della criminalità ambientale: traffici illeciti di rifiuti, abusivismo edilizio e appalti truccati, racket degli animali, archeomafia, agromafia, incendi boschivi e così via. Con una certezza: l’ecomafia non conosce crisi, anzi è sempre in forma smagliante.
I numeri sono quelli ufficiali delle forze dell’ordine. Le storie, invece, danno senso, luogo, nome e faccia a quei numeri. Ci sono le vittime e i carnefici, le guardie e i ladri. E se i confini nazionali si sono fatti stretti, la scena del crimine si sposta su scala globale: ogni angolo del pianeta è buono per trafficare rifiuti, opere d’arte e specie animali protette.
Ben 25.776 ecoreati accertati, cioè quasi 71 al giorno, 3 ogni ora. Più del 48% si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale. Il 2008 è l’anno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti, ben 25. Con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro, soldi sporchi accumulati avvelenando l’ambiente e i cittadini. La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla “Rifiuti Spa” in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l’Etna. Non è mai stata così alta.
Anche l’abusivismo edilizio non conosce tregua: 28 mila nuove case illegali e un’infinità di reati urbanistici, soprattutto nelle aree di maggior pregio. E poi il saccheggio del patrimonio culturale, boschivo, idrico, agricolo e faunistico. Il perché sta tutto in un numero: 20,5 miliardi di euro. È l’incasso totale dell’ecomafia. Alla faccia della crisi economica.
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Notizia del 13/05/2009 cronaca di Terni:
E' stato smantellato dai carabinieri un vasto traffico di batterie al piombo esauste. Quattro gli arresti per traffico illecito di rifiuti, 15 le persone denunciate e quattro le aziende coinvolte nell'indagine denominata 'Piombo', coordinata dalla Procura di Terni e condotta dai militari del Noe di Perugia. L'organizzazione era attiva in Umbria e Lazio, era capeggiata da un pregiudicato laziale che si avvaleva anche della collaborazione di cittadini stranieri, che ritiravano presso numerose autofficine le batterie esauste, rilasciando ai titolari copia di formulari di identificazione rifiuto (Fir) che da un successivo controllo sono risultati falsi: sia la ditta di trasporto che il sito di destinazione, effettivamente esistenti, erano risultati estranei ai fatti per non averli mai ricevuti. Il traffico di rifiuti accertato ha prodotto un profitto illecito stimato in circa 500mila euro; circa 8mila le tonnellate annue di batterie smaltite. Produttori, trasportatori e gestori di centri di rottamazione e raccolta di rifiuti, gestivano i flussi delle batterie esauste al piombo dalle autofficine e ricambisti del centro Italia (Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo) verso centri di rottamazione e raccolta di rifiuti laziali della provincia di Roma e Latina, attraverso la falsificazione, oltre che dei Fir, anche dei registri di carico e scarico, di documentazione e fatture. Le batterie passavano come rottami ferrosi. E venivano prelevate abusivamente dal pregiudicato che si qualificava come incaricato Cobat (Consorzio obbligatorio per le batterie esauste). Le accuse per tutti vanno dall'associazione a delinquere, all'attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, falso e altri reati ambientali. Gli arresti sono stati disposti dal Gip di Terni, Maurizio Santoloci, ed eseguiti dal Noe di Perugia, di Roma e reparto operativo tutela ambiente, con i militari di Terni, Subiaco, Tivoli e Aprilia. Diverse le perquisizioni sia domiciliari che in aziende, che hanno portato al sequestro delle batterie stoccate nei centri di raccolta e di copiosa documentazione, utile alle indagini..
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CAMPAGNA: LIBERI DAGLI OGM
Legambiente partecipa alla coalizione LIBERI DA OGM, che si prefigge di promuovere un modello agro-alimentare sostenibile, di qualità, libero da organismi geneticamente modificati. Dal 15 ottobre al 9 dicembre si è svolta una CONSULTAZIONE POPOLARE per chiedere all'Europa una decisa scelta di campo contro gli OGM.
CAMPAGNA MAL'ARIA 2008
IL TRAFFICO SEI TU!
Mal’Aria
Smog e stress da traffico? Inquinamento acustico e città poco pedonalizzate? Tematiche che anche quest'anno saranno seguite molto da vicino da Mal'Aria, la celebre campagna di Legambiente simboleggiata dalle centinaia di lenzuola bianche che sventolano sui balconi delle nostre città.